L’università come progetto di territorio

Questo rapporto contiene una sintesi del lavoro svolto da Univercomo negli ultimi due anni in preparazione al progetto Campus; lavoro che riprende e sviluppa quanto fatto e presentato in precedenza (Univercomo 2006). Il rapporto è composto di quattro sezioni.

Nella prima troviamo una breve raccolta di immagini che illustra quello che è stato in passato il luogo dove vorremmo sorgesse il Campus. Immagini degli ambienti del San Martino, si alternano a ritratti di persone che stanno a rappresentare le 42 mila che dalla nascita, a fine ottocento, dell’ospedale psichiatrico ai giorni nostri hanno abitato questo luogo. Si è voluto dedicare queste prime pagine alla storia, con l’augurio che nella progettazione degli ambienti, si trovi uno spazio anche per la memoria.

Nella seconda sezione si esaminano le ragioni a favore della realizzazione di una nuova sede per l’Università a Como, sottolineando il valore aggiunto rispetto alla situazione attuale, alla luce della centralità assunta dagli studi universitari dal punto di vista economico e sociale, sia per la collettività sia per i singoli.

Nella terza si esaminano quattro obiettivi specifici della realtà di Como in campo universitario per raggiungere i quali il nuovo Campus è destinato ad avere un ruolo primario. Nella quarta sezione vengono messi a fuoco aspetti concreti legati alle caratteristiche e all’assetto del futuro Campus e vengono elencate linee guida per la progettazione.

In sostanza si vuole da un lato mostrare che un nuovo Campus a Como rende più efficace l’offerta universitaria locale e regionale, dall’altro lato offrire spunti per una riflessione sui requisiti che il Campus dovrà avere per assolvere alle sue funzioni e, di riflesso, suggerire indirizzi progettuali e organizzativi, punto di partenza per sviluppare, con la collaborazione di tutte le parti interessate, un vero e proprio briefing destinato ai progettisti.

L’ università a Como avrà nel nuovo Campus un autentico, cospicuo valore aggiunto per misurarsi non solo con la formazione degli studenti (aumentare l’accesso, ridurre l’abbandono e favorire la regolarità), ma con tutti gli attuali e futuri stakeholder. Per esempio gli interessi dell’economia, che chiedono all’università un sostegno per lo sviluppo, e gli interessi sociali, tradizionalmente non abituati a far conto sull’università, ente stimato ma spesso percepito come lontano. Il Campus, con la sua organizzazione, le sue aperture, la vita che vi si svolgerà, non avrà più solo il ruolo prevalente nell’università del novecento: preparare manager, professionisti e insegnanti. Sarà invece sempre più un luogo dove, mentre si fa formazione e ricerca ad alto livello, si producono le occasioni e le pratiche per diffondere e irrobustire valori come il merito, la differenza legittima a questo legata, la partecipazione della collettività nella società civile.

Il Campus permetterà di allargare la sfera pubblica, facilitare la connessione tra i diversi attori della politica e della società creando occasioni di comunicazione e di scambio con le collettività locali, favorendo tra università e città interconnessioni e interdipendenze. Gli effetti della massa critica associata al Campus non si fermeranno alla dimensione locale, bensì si estenderanno alla dimensione europea e a quella globale, per esempio attraverso la partecipazione a gruppi di ricerca internazionali da un lato e sfruttando la collocazione geografico–turistica e quell’insieme di caratteristiche socio–culturali, paesaggistiche, ambientali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano una città e che vanno sotto il nome di genius loci: nel caso di Como il lago con le sue caratteristiche e la sua storia.

Univercomo, propone questi materiali al dibattito tra università, amministratori, scuole secondarie, cittadinanza, consapevole che, solo un progetto di alto livello e di ampio respiro, che parte dal Campus ma è destinato a migliorare la vita e l’economia di tutta la città, può portare ai risultati che Como attende e si merita.